MORENO PASQUINELLI PRESIDENTE

Umbria elezioni regionali 2024

  • Covid: sesta dose kaput

    Era il 2020, era l’operazione terroristica “Covid-19”. “Tachipirina e vigile attesa”… quindi crepavi nelle terapie intensive.

    I tanti che non vollero farsi avvelenare vi furono obbligati con il nazista “green pass”: Non ti vaccini? Niente lavoro, niente stipendio, niente diritti, niente dignità.

    Chi, come noi, si oppose venne marchiato come untore e “assassino” (Mario Draghi docet). Ma i veri assassini erano loro, i terroristi al governo e al soldo delle multinazionali farmaceutiche: migliaia saranno i morti a causa del vaccino, centinaia di migliaia le vittime di micidiali “effetti collaterali”.

    Anche in Umbria la gente ha capito. La prova? Ai tempi della prima dose del 2020 si vaccinarono 773.672 mila umbri. Quest’anno (2024) sono solo 2.630.

    La verità non la fermi, si fa sempre strada.

    ufficiostampa@morenopasquinellipresidente.it
    Tel: +39 376 2544625


  • Cinque poltrone in più

    «Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere… e disse loro: “voi ne fate una spelonca di ladri”».

    Il candidato alla presidenza regionale del FRONTE del DISSENSO Moreno Pasquinelli contesta l’ultima mossa annunciata dalla Giunta regionale (con l’appoggio della cosiddetta sinistra).

    È inaccettabile, sostiene Pasquinelli, che di soppiatto, a fine legislatura, la casta introduca una norma peggiorativa della già orribile legge elettorale cosiddetta Umbricellum. “Con questa legge non solo venne inserito lo sbarramento elettorale più alto d’Italia per chi non faccia parte del centro-destra-sinistra (praticamente il 7%); e si ridusse anche il numero di consiglieri da 30 a 20. Questa riduzione oltre ad essere una mutilazione del principio della rappresentanza si dimostrò un disastro per il corretto funzionamento istituzionale (impossibilità di comporre adeguatamente le diverse Commissioni)”. Invece di modificare la legge tornando a 30 consiglieri, prosegue il Pasquinelli, “la casta ha escogitato lo stratagemma dei “consiglieri supplenti”. In pratica, se un consigliere diventa assessore, in Consiglio subentra al suo posto il primo dei non eletti della sua stessa coalizione.

    Con questa decisione, se tutti e cinque gli assessori venissero scelti tra gli eletti, altri cinque li sostituirebbero entrando nel Consiglio regionale. In pratica 5 poltrone in più. Un aggravio per le casse della Regione che potrebbe arrivare a 750mila euro l’anno. Si tenga infatti conto che un consigliere regionale riscuote 150mila euro l’anno”. Pasquinelli conclude segnalando la proposta del FRONTE del DISSENSO: “Abolizione dell’Umbricellum per una legge elettorale proporzionale senza sbarramento; tornare a 30 consiglieri regionali per garantire una rappresentanza equa; dimezzare gli stipendi sfarzosi dei consiglieri e degli assessori”.

    ufficiostampa@morenopasquinellipresidente.it
    Tel: +39 376 2544625


  • I diritti dei disabili: presidio

    Denunciano un gruppo di famiglie:

    «In Umbria ci sono 46mila persone con disabilità, tra cui 3mila minori.

    Dal 2020 la regione sulla base del Fondo nazionale per la non autosufficienza deve erogare dei contributi economici persone con grave disabilità per coprire quanto non possono i servizi tradizionali.

    L’assegno al momento viene riconosciuto solo alle disabilità gravissime mentre per i gravi maggiorenni sono previsti pochi e frammentati progetti di vita indipendente.

    I fondi sono stanziati dal 2020 e finalmente dopo anni di confronto con la regione ad aprile é stata preparata una bozza di delibera.

    La delibera é ferma, i fondi ci sono ma nessuno ci garantisce che verrà approvata dalla giunta.
    Noi spendiamo intere fortune per le cure dei nostri cari e possiamo rendicontare tutto.
    L’erogazione dell’ assegno prevede in progetto e relativa rendicontazione».

    Martedì 24 settembre, ore 09:45 PRESIDIO davanti al palazzo della Regione
    Piazza Italia – Perugia

    PARTECIPIAMO!


  • A.S.T. di Terni: la soluzione c’è

    Da oggi 200 operai dell’AST di Terni sono in cassa integrazione. La proprietà ARVEDI ha fermato un altoforno fino a fine settembre.
    Motivo ufficiale: l’energia elettrica acquistata da ENEL è troppo cara e non si regge la concorrenza, addirittura quella di francesi, spagnoli, finlandesi e pure tedeschi. La ragione è che i governi di questi paesi sussidiano i loro produttori di acciaio, mentre il Governo Meloni non fa niente per obbligare ENEL ad abbassare le tariffe. E i sindacati? Bla, bla, bla…

    SOLUZIONE IN DUE MOSSE

    Primo: produzione e distribuzione di energia dovrebbero tornare proprietà pubblica.
    Secondo: smettiamo di armare e finanziare l’Ucraina, smettiamo di fare guerra e sanzioni alla Russia, che così ci rivenderebbe il gas alla metà del prezzo di quello liquido che l’Italia compra dagli U.S.A.

    NON BASTA CAMBIARE I SUONATORI, BISOGNA CAMBIARE S/PARTITO. Vota il FRONTE del DISSENSO

    ufficiostampa@morenopasquinellipresidente.it
    Tel: +39 376 2544625






DAL SITO NAZIONALE DEL FRONTE DEL DISSENSO

Loading RSS Feed